2018: Un anno dalla parte dei bambini

Siamo vicini alla fine del 2018 ed arriva il momento per tutti di dare uno sguardo all’anno appena passato.

Anche noi lo abbiamo fatto e guardandoci alle spalle abbiamo visto un anno ricco di risultati, che per noi vuol dire milioni di bambini raggiunti a cui abbiamo migliorato la vita. 


Un anno però pieno di sfide, che una volta superate ci hanno dato ancora più forza per continuare nella nostra missione, fieri di farlo.


Ed è grazie a tutti coloro che sono stati al nostro fianco, i tantissimi sostenitori, le aziende e tutti coloro che insieme a noi lottano ogni giorno per un mondo migliore e a misura di bambino, che siamo riusciti a fare tanto.


Siamo intervenuti nelle emergenze, dalle guerre, alle crisi causate dal cambiamento climatico o da catastrofi naturali. 


In Siria, ormai tristemente al suo settimo anniversario dall’inizio della guerra, stiamo lavorando nell'area del Ghouta Orientale, senza fermarci, garantendo ad oggi a circa 40.000 persone cibo, acqua pulita, kit igienici e beni di prima necessità. Lavoriamo inoltre in Libano, Giordania, Egitto e Iraq, che ospitano milioni di persone fuggite dal conflitto, per dare loro protezione e ciò di cui hanno bisogno.


Siamo in Yemen, dove da più di 3 anni la guerra miete vittime tra i civili. Da maggio 2015 i nostri operatori sono sul campo e lavorano senza sosta per distribuire cibo e fornire acqua potabile ai bambini e alle famiglie più vulnerabili. Supportiamo 97 centri sanitari e 10 cliniche mobili dove ogni giorno garantiamo assistenza medica e trattamenti contro la malnutrizione, la difterite e il colera. Finora abbiamo accolto e protetto oltre 128 mila bambini nei nostri Spazi a Misura di Bambino, luoghi sicuri dove aiutiamo i piccoli a superare i traumi psicologici causati da anni di guerra, sperando di ridare loro quel poco di normalità che il conflitto gli ha levato. 


Dopo il devastante terremoto e lo tsunami che il 28 settembre scorso hanno colpito la città di Palu e l’area di Sulawesi nel nord dell’Indonesia siamo intervenuti immediatamente a sostegno della popolazione. Anche qui abbiamo distribuito beni di prima necessità e ci siamo messi subito dalla parte dei più piccoli allestendo spazi sicuri dove possono giocare e ricevere un supporto psicologico. 

Siamo presenti nelle aree colpite dal cambiamento climatico e dalla siccità, come ad esempio in Etiopia e in Somalia, dove lottiamo contro la malnutrizione, che ogni anno toglie la vita a milioni di bambini. Ciò che facciamo è individuare i bambini malnutriti e dare loro le cure necessarie per tornare a stare bene, per tornare ad essere bambini. Distribuiamo inoltre acqua potabile, cibo e mangimi per il bestiame alle comunità più colpite, e stiamo gestendo cliniche sanitarie e formando medici e infermieri.


Il 25 agosto scorso è iniziata la fuga di migliaia di persone dal Myanmar. Fuggiti da violenze e atrocità 900.000 Rohingya si sono ritrovati sfollati, senza nulla, senza cibo, vestiti, un riparo che potesse somigliare a una casa. Siamo intervenuti. Abbiamo distribuito cibo, fatto assistenza medica e psicologica e abbiamo allestito spazi sicuri per i bambini.


Oltre alle situazioni di emergenza lavoriamo in moltissimi progetti a medio e lungo termine per creare sostenibilità in diversi Paesi.


Lavoriamo in Europa, in 4 paesi oltre l’Italia, concentrandoci sull’educazione inclusiva nelle scuole, con un’attenzione particolare ai bambini con bisogni educativi speciali. Lavoriamo, inoltre, per garantire l’accesso ai servizi di salute e protezione del minore. Molti bambini, ancora molto piccoli, vivono in strada; il nostro lavoro consiste nel dar loro protezione e ci impegniamo perché abbiano un futuro migliore. 


Lavoriamo in Asia e nel pacifico, in 13 Paesi, per permettere ai bambini più vulnerabili o esclusi di avere accesso al sistema scolastico e poter continuare a studiare. Facciamo in modo che bambini e insegnanti, che vivono nelle aree rurali o remote e difficilmente raggiungibili, possano raggiungere le scuole facilmente. 


Siamo presenti in Africa Occidentale che, nonostante i lenti progressi, è ancora oggi un'area chiamata ad affrontare molte difficoltà legate alla mancanza di servizi minimi. Operiamo in Africa Orientale, spesso colpita da shock climatici che mettono a rischio la sicurezza alimentare delle famiglie e fanno crescere il numero di persone bisognose di assistenza e in Africa Meridionale dove i livelli di povertà restano elevati. Per un totale di 18 Paesi.


In America Latina persistono forti disparità sociali e le percentuali della popolazione che vive sotto la soglia di povertà è molto alta. Inoltre molti bambini abbandonano presto la scuola. Operiamo quindi in ambito educativo e sanitario con attenzione a bambini e adolescenti per garantire servizi prescolari e istruzione adeguata, per migliorare lo sviluppo psicofisico, cognitivo e sociale, per promuovere le corrette abitudini igienico-sanitarie e per sensibilizzare sulla salute sessuale e riproduttiva.


Lavoriamo in Italia  con 83 progetti, per raggiungere le bambine e i bambini che hanno bisogno di aiuto. I minori che incontriamo sono i più fragili e vulnerabili, a causa della povertà, della violenza, delle scarse opportunità lavorative. Per saperne di più leggi l’ultimo articolo su cosa abbiamo fatto in Italia nel 2018.