Siria: aiuti umanitari bloccati nonostante il breve cessate il fuoco

Ghouta orientale Siria

Nonostante alcuni aiuti siano giunti in Siria, il governo siriano si è impossessato di gran parte delle forniture mediche salva-vita, inclusi kit chirurgici e dosi di insulina, destinate alle oltre 400.000 persone intrappolate nell’area del Ghouta orientale.  

La World Health Organization riporta che il 70% delle forniture mediche sono state trattenute a Damasco, prima ancora che il convoglio di aiuti potesse procedere. Sono stati rimossi aiuti che potevano salvare la vita di molti bambini.

Vi è una mancanza critica di antibiotici e medicinali per i bambini, riferiscono alcune organizzazioni nostre partner. Molti dottori si trovano costretti a riutilizzare le bende e gli aghi per diversi pazienti.

La situazione nel Ghouta orientale rimane drammatica. Sono oltre 600 le persone che hanno perso la vita nelle ultime due settimane.

Nonostante vi sia un cessate il fuoco mattutino, i mortai continuano ad attaccare la zona durante l’intera giornata mettendo a rischio la vita di migliaia di persone.

Chiediamo urgentemente che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite implementi la risoluzione 2401 con la quale cesserebbero le ostilità in Siria e verrebbero resi possibili gli interventi umanitari.

“Nel Ghouta orientale le persone hanno un disperato bisogno di aiuto. La promessa fatta dal Consiglio di Sicurezza riguardante il cessate il fuoco deve essere portata a termine così da proteggere i bambini intrappolati al freddo e al buio dei rifugi temporanei. È ora di fermare i bombardamenti e di permettere l’entrata degli aiuti umanitari. 400.000 persone sono intrappolate senza cibo, acqua e medicine. Devono essere protette.” Ha dichiarato Sonia Khush, direttrice della risposta umanitaria in Siria.

“Dopo l’attacco a più di venti strutture sanitarie è imperativa l’evacuazione dei civili per permetterne l’aiuto e il soccorso. I bambini stanno pagando il prezzo più alto. Il mondo quando si alzerà e se ne renderà conto?” conclude Sonia Khush.