Bambini in fuga: il nostro intervento

Fatima

Dal 1 gennaio all’8 settembre 2015 sono arrivati via mare in Italia circa 122.380 migranti, di questi almeno 12.120 sono bambini (3.400 accompagnati e 8.715 soli). I bambini in fuga non accompagnati provengono principalmente da Eritrea, Somalia, Gambia, Egitto e Nigeria.

Sono famiglie, bambini, donne, uomini che avevano una vita normale, finita con l’inizio di una guerra di cui non sono responsabili. Famiglie come molte, con storie di vita che potrebbero essere la nostra.  I bambini in fuga sono vulnerabili e indifesi e le immagini comparse su tutti i giornali nei giorni scorsi hanno scosso le coscienze. Oggi più che mai vogliamo dire basta. Sono cinque, in particolare, i punti che consideriamo prioritari per l’intervento europeo, contenuti in un documento che abbiamo inviato ai parlamentari europei e ai ministri. Lavoriamo con i rifugiati e i migranti da sempre. Oggi accompagniamo i bambini nel loro percorso migratorio, siamo presenti nei principali porti di arrivo e nelle principali città italiane:

  • Roma: nella settimana dal 24 al 30 agosto sono stati circa 150 al giorno i migranti ospitati nel campo alla stazione Tiburtina. In media erano nel campo 5-10 bambini accompagnati (tra 0 e 10 anni) e 5 soli. I giorni di permanenza vanno dai 3 ai 5;
  • Milano: i migranti sono ospitati temporaneamente alla Stazione Centrale in un’area coordinata dal comune di Milano. Qui ricevono assistenza medica, cibo e beni di prima necessità. I migranti sono poi trasferiti in strutture di accoglienza durante la notte. Nella settimana dal 24 al 30 agosto sono stati ospitati circa 200 migranti (di cui 5 bimbi soli e 20 accompagnati);
  • Lampedusa, Calabria e Puglia: monitoriamo il primo centro di accoglienza collocato sull'isola per affrontare i bisogni immediati dei bambini.
  • Sicilia: due squadre coprono rispettivamente la parte Est e Ovest della regione e sono composte da 2 educatori e un mediatore culturale; sono attive nei porti principali (Messina, Augusta, Catania, Trapani, Porto Empedocle e Palermo) e in alcuni centri di accoglienza. Dall'inizio del progetto, le due squadre di emergenza hanno realizzato 65 interventi nelle principali zone di sbarco e 67 nelle strutture di prima accoglienza e nelle comunità per bambini non accompagnati. Fino ad oggi, sono stati aiutati 845 bambini accompagnati e 1153 bambini non accompagnati con attività di partecipazione in cui sono stati coinvolti anche 518 adulti.

Cosa facciamo per i minori migranti:

  • li supportiamo attraverso attività ricreative ed educative e progetti di educazione informale all’interno dei nostri Child Friendly Space (CFS);
  • li informiamo, attraverso i nostri team di protezione, sui loro diritti, sui rischi dell’immigrazione irregolare e sulle possibilità di protezione, all’interno dei nostri centri Baobab, CivicoZero e A28;
  • spieghiamo ai piccoli dove si trovano, cerchiamo di capire se stavano raggiungendo parenti in altri paesi europei, illustriamo loro il processo di riunificazione familiare e i rischi che potrebbero incontrare durante il resto del loro viaggio;
  • predisponiamo attività di partecipazione, per condividere le emozioni e le domande dei bambini, renderli in grado di raccontare le loro esperienze, il loro cammino e la percezione dei loro diritti e responsabilità;
  • valutiamo eventuali esigenze specifiche di salute o di assistenza psicologica;
  • coordiniamo tutte le associazioni esperte nel settore e le attività nel campo di Roma Tiburtina con la presenza costante di pediatri.

Cosa puoi fare tu:

  • puoi unirti alla nostra causa, diffondendo l’hashtag #WhyAgain e invitando tutti a partecipare ad una forte mobilitazione per chiedere una risposta adeguata dell’Italia e dell’Europa.
  • puoi sostenere le nostre attività con un piccolo contributo su http://www.savethechildren.it/emergenza_bambini_in_fuga