bambino in primo piano in piedi con circle rosso intorno

i risultati del 2018

Nel 2018 abbiamo lavorato in 48 Paesi, Italia compresa, e raggiunto oltre 4,9 milioni di beneficiari, soprattutto bambini.

Grazie al supporto dei nostri donatori e partner abbiamo salvato i bambini in pericolo e tutelato i loro diritti con coraggio, passione, efficacia e competenza, aumentando dell'1,4% i fondi raccolti rispetto al 2017.

Scopri di più leggendo il nostro Bilancio 2018.

Scopri lo storytelling del nostro Rapporto Attività 2018.

Guarda i Video FacciaAfaccia: 3 episodi per raccontarti il nostro lavoro

Raccolta e destinazione fondi

Da dove vengono i fondi

Come utilizziamo ogni euro 

Il percorso delle donazioni

Dove e come interveniamo

Dove lavoriamo

Nota: il totale di 84,1 milioni di euro, non comprende i costi indiretti e il campaigning.

I nostri programmi

Le aree di intervento

  • Povertà

    Abbiamo realizzato interventi di contrasto alla povertà per oltre 470 mila beneficiari, assicurando i mezzi di sostentamento.

  • Educazione

    Abbiamo garantito il diritto all'educazione a 1,3 milioni di bambini in particolare in Paesi minacciati dall'instabilità.

  • Protezione

    Abbiamo fornito protezione da ogni forma di abuso e sfruttamento a 400 mila persone, soprattutto bambini e adolescenti.

L'intervento in emergenza

Nel corso del 2018 abbiamo risposto a 90 emergenze in 34 Paesi nel mondo, concentrandoci sulle emergenze prioritarie in base al drammatico impatto causato sulle popolazioni locali e soprattutto sui bambini, come la crisi alimentare causata dalla siccità nel Corno d’Africa che ha colpito l’Etiopia, la Somalia e il Kenya.

Lavoriamo per alleviare le sofferenze dei bambini vittime dei gravi conflitti che infiammano il Medio Oriente, come in Siria, arrivata al settimo anno di un conflitto caratterizzato da dinamiche prive di ogni rispetto per la vita dei civili; siamo intervenuti in Yemen, uno degli scenari più drammatici del 2018, con oltre 12 milioni di bambini che hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria a causa della guerra civile.

E ancora, abbiamo operato a supporto dei profughi Rohingya, in Bangladesh, dove oltre 655 mila uomini, donne e bambini sono fuggiti dalle violenze e uccisioni nello Stato del Rakhine in Myanmar. 


Nel 2018 abbiamo raggiunto 793.599 persone nel mondo, di cui oltre la metà bambini, salvando vite o alleviando sofferenze con sempre maggior professionalità ed efficienza. Abbiamo rafforzato la nostra capacità di intervento in termini qualitativi e quantitativi, per essere al fianco delle popolazioni colpite sin dall’insorgere delle crisi. 


Nel 2018, sono proseguite le attività di post emergenza nel Centro Italia a seguito del terremoto del 2016 mediante i progetti di accompagnamento allo studio e le attività laboratoriali nel Centro giovani 2.0 di Amatrice

Scopri di più

Una promessa per il futuro

“Cento anni fa, all’indomani del Primo conflitto mondiale, Eglantyne Jebb, la fondatrice di Save the Children, per la prima volta sostenne che i bambini sono titolari di diritti, qualunque fosse la loro provenienza o la loro condizione. La sua azione partì proprio da questo assunto. Denunciò la condizione di milioni di bambini che nel cuore dell’Europa rischiavano di morire di fame e di stenti a causa del blocco alimentare imposto dal governo britannico sui Paesi sconfitti: erano, questi bambini, i figli dei nemici, vittime innocenti dell’indifferenza e dell’immobilismo delle istituzioni, dei nazionalismi e di una opinione pubblica convinta che ciascun Paese debba concentrarsi prima di tutto sui propri bambini senza pensare a quelli degli altri.
 
È lo stesso spirito che anche oggi, a 100 anni di distanza, continua a guidarci in tutti i nostri interventi nel portare avanti a testa alta la nostra missione, in Italia e in ogni remoto angolo del mondo, perché i bambini sono prima di tutto bambini e nessuno di loro, non importa chi sia o da dove provenga, deve essere più dimenticato e lasciato indietro.”

Claudio tesauro,
presidente
Save the children italia

Valerio neri,
Direttore Generale 
Save the Children Italia