Ancora morte e disperazione nel Mediterraneo

orizzonte tra cielo e mare, in lontananza una piccola imbarcazione

L’Italia e l’Europa oggi non possono guardare negli occhi la mamma minorenne della Guinea disperata perché ha visto morire il suo bimbo di 6 mesi per l’ennesimo tragico naufragio nel Mediterraneo senza provare profonda vergogna.

Anche in questo caso i fatti dimostrano la grave responsabilità dell’assenza di un sistema di ricerca e soccorso internazionale adeguato, quando solo la nave della Ong Open Arms è potuta intervenire per cercare di salvare i naufraghi.

Donne e minori migranti


Sono moltissime le madri, anche giovanissime e spesso sole, che viaggiano con i propri neonati, oltre a bimbi piccoli e migliaia di minori non accompagnati. Tutti cercano di arrivare in Libia per partire da lì e raggiungere l’Europa, dopo aver vissuto condizioni di povertà estrema e violenze di ogni genere, anche a causa dei conflitti. Tantissimi sono morti durante la traversata e molti altri perderanno la vita nel Mediterraneo se non ci sarà una risposta immediata di Italia e Europa.

Il nostro intervento


Il nostro team è presente a Lampedusa e sta collaborando per fornire sostegno ai sopravvissuti, in un contesto già critico per l’accoglienza. Un sostegno non solo in termini di protezione ma anche psicologico, a seguito del trauma vissuto.

L’Italia e l’Europa devono assumere un impegno immediato per un sistema di ricerca e soccorso in mare e attivare vie di accesso sicure per scongiurare il ripetersi di queste tragedie.


Per approfondire leggi il comunicato stampa.

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