Coronavirus: come supportare la didattica a distanza? L’esperienza dei nostri volontari

ragazzo seduto a un tavolo a casa che fa i compiti

L’emergenza sanitaria data dal Coronavirus ha ampliato il divario tra famiglie già presente in Italia ancora prima di questa situazione. Un divario non solo economico ma anche educativo dove molte famiglie non hanno gli strumenti, il tempo e le conoscenze necessarie per sostenere i loro figli nella didattica a distanza e quindi affrontano il rischio per i loro bambini di uscire dal percorso educativo e perdere così la possibilità di crearsi un futuro. 


Il supporto allo studio e alla didattica è una delle attività che i nostri volontari portano avanti nel loro impegno quotidiano, tuttavia l’emergenza coronavirus ne ha inevitabilmente messo in difficoltà l’attuazione.

Prima di questo i volontari erano abituati ad affiancare almeno un pomeriggio a settimana gli educatori nelle attività di supporto allo studio di bambini e bambine, ragazzi e ragazze nei nostri Centri Educativi Fuoriclasse. 

I volontari si trasformano: il sostegno nella didattica a distanza


Prima si recavano al centro, incontravano i ragazzi e li supportavano nel fare i compiti coordinandosi con lo staff di progetto; oggi la parola d’ordine per tutto è “reinventarsi” e così hanno fatto anche loro continuando il loro supporto a distanza attraverso il telefono o una videochiamata.  


Fin da subito abbiamo pensato a come strutturare al meglio questa attività in piena sicurezza per bambini e volontari, con l’obiettivo di continuare a dare quel supporto agli studenti Fuoriclasse, ma anche per continuare a coltivare le belle relazioni che si erano create con i volontari. 


Quell’appuntamento settimanale, quell’incontro telefonico con qualcuno al di fuori dalla propria famiglia, è fondamentale per bambini e ragazzi per uscire dall’isolamento in cui potrebbero cadere e per evitare una possibile demoralizzazione che li porterebbe a non continuare gli studi in questo momento, ma anche per dare ai volontari, che vivono anch’essi l’emergenza sulla propria pelle, la possibilità di sentirsi utili e continuare a spendere il proprio tempo libero per gli altri. 


Stiamo realizzando una di queste esperienze a Torino con i volontari del Centro Educativo Fuoriclasse, insieme al nostro partner locale CISV Solidarietà. Tra i volontari c’è Silvia; giovane studentessa universitaria che faceva già volontariato con Fuoriclasse e che conosceva la ragazza che anche oggi sta continuando ad aiutare nel fare i compiti e in questa nuova avventura della didattica a distanza.  

La testimonianza di Silvia, volontaria con Fuoriclasse


Le parole di Silvia raccontano bene il significato di questa esperienza:

“Da quando è iniziata questa pandemia, ho potuto riprendere ad aiutare i ragazzi per i compiti tramite whatsapp. Ho ritenuto necessario continuare questo impegno, anche se a distanza, perché essendo anch’io una studentessa, mi sono sentita persa. Condividere le mie conoscenze con loro continua a creare gioia e soddisfazione. Anche se a distanza, continuo a sentire che quello che sto facendo porta un reale beneficio. La ragazza che seguo attualmente si distrae meno rispetto a quando eravamo al centro. Inoltre, ho notato che prende molte più iniziative. Per esempio, mi scrive sempre per ricordarmi della chiamata. A volte, un’ora di chiamata non basta per fare tutti i compiti, soprattutto se si aggiungono le tesine, ed è lei che sceglie le materie dove crede di aver più bisogno. Per di più, ho notato che è più facile seguire i ragazzi a distanza perché vengono più incontro a noi volontari. Anche se non c’è in questo momento la possibilità di fare i compiti al centro tutti insieme, ritengo che lo studio a distanza stia facendo crescere i ragazzi e li stia rendendo più indipendenti."


Costruire esperienze di volontariato in questo momento significa ricreare i legami, per i volontari significa continuare a sentirsi parte di una comunità, per i ragazzi significa sapere che non si è soli anche in questa nuova strana quotidianità.  
 

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